Ho aspettato di arrivare alla conclusione, se di conclusione si può parlare, della vicenda Alitalia prima di parlarne.
Ovviamente non potevo astenermi dal farlo visto l’ennesimo scandalo provocato dal nostro eminentissimo presidente del consiglio e la sua banda.
Ieri è stata firmato l’accordo con CAI anche da parte degli ultimi due gruppi sindacali che fino all’ultimo si sono battuti per ottenere migliori condizioni, anche se dubito che abbiano ottenuto molto di più di quanto è stato offerto in precedenza.

Forse mesi fà qualcuno ancora ricorda che c’era una compagnia decisa ad acquistare il pacchetto Alitalia, e con esso anche tutti i debiti accumulati in questi anni.
Quella compagnia si chiama Air France, che mise sul tavolo delle trattative 2,6 Miliardi di Euro che sarebbero andati a in parte per rilevare Alitalia e un altra parte come investimento.
2,6 Miliardi che sarebbero arrivati nelle casse dello stato e la Air France se ne sarebbe andata con Alitalia i suoi buchi e con un progetto industriale stilato da gente competente nel settore, con un massimo di esuberi calcolato intorno alle 2.100 unità.
Questa era la proposta di Air France, giudicata inaccettabile prima dai sindacati sotto le forti pressione del presidente del consiglio entrante, che proclamava uno scandalo e sotto la falsa ideologia nazionalista proclamava una cordata italiana così da far restare “Italiana” l’alitalia, che come vedremo non accadrà mai.

Il risultato fù che il signor Spinettà salutò tutti e se nè andò dal tavolo delle trattative, e con l’unico pretendente che se nè andava non restava che attendere il fallimento o questa fantomatica cordata.

La cordata è arrivata, è stata selezionata l’elite dell’elite degli imprenditori italiani, diciotto per la precisione, ben spiegati in Questo video. E dei quali non mi dilungherò.

Bene arrivata la cordata però bisognava assicurargli terreno fertile per poter condurre la “Trattativa” senza troppi problemi, così è stata limitata la gara alla sola cordata Italiana, modificando ad hoc le leggi sull’Anti-Trust, che ha potuto fare l’offerta che voleva non avendo nessuna concorrente con cui confrontarsi.
Non contenta ha preteso di poter acquistare solo l’Alitalia buona, la “Good Company”, ovvero la società con tutti i mezzi e i dipendenti, che è stata scissa dalla “Bad Company” ovvero la società che rimarrà statale e che conterrà tutti i debiti, inoltre questa volta gli esuberi saranno fra i 6.000 o 7.000 dipendenti.
L’offerta fatta dalla CAI era di circa 300.000 milioni di euro per la “Good Company” e indovinate un pò chi ha fatto la valutazione di questa “Good Company” …. una piccola banca milanese che annovera fra i suoi azionisti alcuni fra i più importanti imprenditori della CAI.
In pratica si sono detti da soli quanto valeva, e si sono offerti da soli i soldi che ritenevano giusti, questo perchè il conflitto di interessi in Italia non esiste.

Dopo il no di Cgli che il giorno dopo si è però affrettata a firmare, sono rimasti solo i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo a lottare contro un’offerta ridicola da parte della CAI.
Un’ offerta in pieno stile Berlusconi, non era un’offerta, ma un semplice ricatto, o questo o fallisci, qualcuno forse potrebbe avere un deja vù con il Lodo Alfano, quando Berlusconi in pratica disse o fate passare il Lodo oppure passerà la “Blocca Processi” che blocca 100.000 processi.

Mentre i sindacati piloti ed assistenti continuavano il tira e molla con la CAI, che intanto aveva fatto finta di ritirare l’offerta, il presidente Fantozzi apre un bando di Gara internazionale che scadrà oggi alle ore 12.00 per chiunque possa proporre un piano che permetta la sopravvivenza della società a lungo periodo. Subito Berlusconi si precipitò a dire che la quota che al massimo le società internazionali potevano acquistare era di minoranza.

Ieri anche i sindacati piloti hanno firmato ed adesso resta da vedere solo quale sarà il partner internazionale fra Air France e Lufthansa, che adesso sono interessatissime più che mai all’acquisto della quota di minoranza.
Perchè chiaramente fra cinque anni quando ola questione si sarà sgonfiata e la balla dell'”Italianità” sarà stata dimenticata, e dopo che scadrà il tempo in cui CAI è costretta a tenersi la “Good Company” questi diciotto imprenditori, nessuno dei quali ha la minima esperienza nell’ambiente Aereo, soprattutto Toto con la sua Air-One che ha totalizzato 1 miliardo di debito (che per magia andrà a sommarsi a quelli di Alitalia nella “Bad Company”) venderanno tutti la loro quota al partner internazionale, che così con una spesa minima e senza pagare un euro di debiti acquisterà la maggioranza di Alitalia.

E vissero tutti felici e contenti .

Tutti tranne i cittadini che dovranno continuare a pagare l’eredità di Alitalia che si fà sentire anche dopo morta, e come se si fà sentire.
Ma la bellezza qual’è … è che tutti ora cercano di prendersi il merito di questa grande trattativa di successo, adesso Berlusconi si vanterà fino alla morte di aver salvato Alitalia quando è stato proprio lui ad affondarla definitivamente, e alitalia fra l’altro non esiste più.
Oppure Veltroni che non ha alzato mai un dito se non per dire è merito mio che ho convinto la CAI a tornare.

Il governo Dei-Fatti-Suoi, dopo questo grande successo, adesso guarda con occhio attento alla Corte Costituzionale a cui è giunta una mozione di incostituzionalità del “Lodo Alfano” durante il processo a carico di Berlusconi per l’Indagine sulle tangenti Fininvest.
Bene il nostro Tappetto ha già avvisato “Una necessaria modifica della Giustizia” se per caso verrà toccato il Lodo Alfano.

PassateParola.

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