Ho notato che addirittura è intervenuto il mio vecchio amico, scrivendovi una lettera in cui racconta la sua curiosa storia riguardante il nostro primo incontro.
Naturalmente il Saggio di San. Marco al secolo detto Er Bubbia si è guardato bene dall’omettere alcuni piccoli particolari sul nostro vero primo incontro, la storia che ha raccontato piena di miti e di leggende è molto simpatica ma del tutto folle e delirante e rispecchia solo in parte la realtà.
Dobbiamo comunque comprenderlo perchè se è vero che io ho all’incirca quattrocentocinquantamila anni, lui è molto più vecchio e forse inizia a confondere un le situazioni ed invertire i personaggi.

La storia che vi ha raccontato comunque è vera, la conoscevo anch‘io, ma riguarda il Saggio di tripoli mi pare o comunque un altro saggio sparso per il mondo, non chiedetemi quanti siamo, perchè nemmeno a noi è dato sapere questa informazione, solo il Gran Maestro conosce tutte le nostre identità, l’unica cosa che è certa è che siam molti, siamo tosti, e facciamo schifo, questo è poco ma è sicuro.

Tornando al caro vecchio Bubbia, non ho mai capito perchè gli fosse stato affibbiato questo appellativo, ed ogni volta che gli chiedevo informazioni lui si oscurava in volto e cambiava puntualmente discorso, ma circolano voci che sarebbe dato dal fatto che quando era giovane, all’età dei dinosauri più o meno, fosse stato coinvolto in un caso di mala amministrazione, cosa che gli costò dei seri provvedimenti da parte del consiglio.
Altri sostengono che il suo soprannome sia dato semplicemente dal fatto che gli piacesse prenderlo nel Caapranzi ad ogni spirar di vento.

Quando lo incontrai la prima volta, e non faccio fatica a credere che non si ricordi, visto che era in una trance mistica dovuta per lo più all’assunzione di pozioni magiche preparate da antichi stregoni con uno shaker e con del ghiaccio.
Stava bisbocciando in un vecchio locale persiano agli inizia del 400 D.c. . Lo riconobbi subito, anche perchè dovete capire che noi percepiamo la nostra presenza anche se non ci conosciamo, un come nel film Highlander.
Ci sedemmo a parlare sorseggiando un ottimo tè proveniente da Kashgar, e iniziò a narrarmi la sua storia che scoprii presto essere molto più antica e radicata della mia, mi spiegà le varie mutazioni del mondo, le derive dei continenti le tutte le varie fasi ed ere della crescita degli uomini.
Rimasi in sua compagnia per un paio di secoli, fino a che decisi di salutarlo per iniziare il mio viaggio per il mondo.
Da quel giorno non lo vidi più, finchè lo scoprimmo insieme ad altri davanti alla chiesa di San. Marco appunto che recitava i suoi canti e le sue antiche formule.
Provai ad avvicinarlo a sul momento non mi riconobbe, sembrava cambiato, qualcosa in lui mi diceva che doveva aver passato dei momenti funesti che lo avevano profondamente segnato e turbato.
Provai a parlare con lui ma ormai non c’è più con la testa, sembra impazzito, dice che è impossibile che noi ci conoscessimo da migliaia di anni, dice che lui ha una cinquantina di anni e che è un semplice barbone che si è ridotto così a causa delle scelte sbagliate che ha fatto nella vita.
Ho provato a ricordargli i vecchi tempi, le incursioni barbariche, le guerre sante la scoperta dell’america, ma niente mi guarda come se il pazzo fossi io, è veramente triste vedere la fine che ha fatto.

Sono convinto che la lettera che che ha mandato la abbiano trovata BU e BE andando a parlare con lui, tentando di scoprire se lui sapeva dove ero finito io.
Anche perchè una volta che l’ha riletta ha affermato di non sapere chi la avesse scritta, e mi ha accusato addirittura di essermela scritta da solo, mi ha chiesto inoltre di lasciarlo in pace e di non disturbarlo più.

Peccato, perchè con lui scompare una pagina fondamentale della mia, ma anche di tutta la nostra storia.

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