Ci cospargiamo di parole vuote, ne siamo sommersi, non riusciamo più a farne a meno.
Le parole ci dominano facendoci credere di dominarle, non ce ne rendiamo conto, non siamo più in grado di ascoltare il silenzio.
Il silenzio è diventato un nemico, come la solitudine, in quanto queste due vitali e primordiali necessità spesso vadano di pari passo.
Lo evitiamo cerchiamo in tutti i modi di sopprimerlo, un ospite indesiderato che viene a scavare nelle nostre vite, nelle nostre anime.
Il potere delle parole ci ha illuso di dare una spiegazione alle domande che ci tormentano, a quelle domande a cui nessuno ha mai potuto dare una spiegazione.

Si narra che un uomo solo, escluso da mondo, nel competo isolamento sociale e mentale abbia trovato la felicità.
Il suo cammino si è basato sulla ricerca di sè stesso.
Nessun altro esisteva, il mondo era lui, e lui era il mondo.
Era la foglia d’autunno che cadeva nel lago e nè increspava la superficie, era la piccola onda che si infrangeva sullo scoglio del lago, era lo scoglio senza tempo e senza memoria.
Tutto era lui e lui era tutto, si era reso conto, non solo di far parte del mondo, ma che lui stesso era il mondo.
Come una goccia è singola e separata, una volta che cade nel mare non perde la sua identità, ma diventa un tutt’uno.

Usiamo le parole per esprimere tutto, l’unica cosa che non riusciamo ad esprimere sono le cose che contano veramente.
Le emozioni forti quelle vere che proviamo, non riusciamo ad esprimerle, semplicemente siamo sopraffatti, senza emettere suoni.
In quel momento il silenzio ci avvolge e rivela la nostra vera natura, il grande dono che ci è stato regalato è quello di provare queste emozioni e non saper esprimerle, se ci riuscissimo perderebbero la loro bellezza.
“La materia non esiste, l’unica cosa reale è l’emozione, è l’amore, è il dolore, è la compassione, la dolcezza, la timidezza, la nostalgia.”
La materia muta, ha un ciclo, nasce, cresce e muore per poi rinascere.
Le nostre emozioni scrivono la loro storia nella nostra nell’anima, che non deperisce, che non muore, ma che alla fine si riunisce al tutto.
Una calda corrente in cui confluiscono le essenze delle cose, e di cui già da ora facciamo parte.
Dalla quale proviamo emozioni che non capiamo quando osserviamo una prateria, quando siamo vicini ad un altra persona che ci fà provare emozioni che non riusciamo a decifrare e che ci stordiscono, quando siamo soli a riflettere e a osservare il mondo nella sua complessa semplicità.

Il Silenzio, la solitudine, non sono nemici da affrontare o da combattere o da debellare.
Sono semplicemente mezzi attraverso i quali possiamo capire meglio noi stessi, dai quali imparare molto se si è disposti ad ascoltare.
Nessuno è mai solo, eppure nessuno saprà mai le emozioni che stai provando, nemmeno se ha passato le stesse cose che stai passando in questo momento, nessuno saprà mai cosa provi.
Le emozioni sono inspiegabili, intangibili, indecifrabili e incondivisibili, ma sono l’unica cosa che ci fanno sentire vivi.
Sono nostre, ognuno ha le proprie, e nessuno conoscerà mai quelle dell’altro fino in fondo.
Sono la nostra vita, la nostra bellezza e la nostra maledizione.
Il resto sono solo ombre e polvere.

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