Ieri ho ricevuto, purtroppo, una bruttissima notizia.
A quanto pare la mitica Uno Fire di proprietà di Don Gigi starebbe per lasciarci.
La notizia che ha fatto un il giro del mondo in queste ore, vuole che Don Gigi si sia attivato alla ricerca di una degna sostituta perchè a quanto pare la storica Uno, non sarebbe più in grado di soddisfare tutti i suoi bisogni.
Sembra che il Don si sià già messo in contatto con vari marocchini e rumeni, per trovarsi comunque, con un auto abbastanza “vissuta” come la sua vecchia Uno, anche se è consapevole (e noi con lui …) che non riuscirà mai a rimpiazzare, quella che da molti è stata definita una vera e propria leggenda su quattro ruote.
“Il Cane Morto” come è stato ribattezzato a suo tempo, dato l’olezzo che vi investiva ogni volta che vi entravate, e che ricordava, appunto, quello di un cadavere di un cane già in uno stato di avanzata decomposizione.
Nonostante queste caratteristiche, che a prima vista potevano far storcere il naso, la hanno consacrata come vera e propria auto di riferimento per tutte le generazioni.
Una macchina duttile, non si chiudeva, non c’era il rischio che nessuno la rubasse, anche se qualcuno ci ha provato visto che la serratura della portiera era stata manomessa.
In pratica uno dei veri e propri Must automobilistici per i quali siamo famosi.
Molto amica della mia “Tuning Matiz” alla quale non ho ancora comunicato questa novità, anche perchè ho paura delle conseguenze.
Anche se erano sempre in competizione, su quel meritasse il titolo di “Miglior Rottame di Sempre”, la sua scomparsa potrebbe portare la Tuning ad un circolo depressivo autodistruttivo

Ormai, spiega Don Gigi, era diventata insostenibile guidarla, si spengeva durante la marcia, il motore si impallava ed andava a pieni giri, perdeva pezzi, la scatola dei fusibili era già stata Bypassata, insomma era già stata portata al limite massimo, ed purtroppo questa soluzione definitiva era inevitabile.
Restano nella nostra mente tutte le eroiche imprese realizzate da questo “Gioiello” della tecnologia e della meccanica.
Tutti i viaggi in giro per il mondo, sempre con il finestrino aperto, visto che in alcuni casi era del tutto impossibile respirare.
Tutti gli incidenti e le varie ammaccature, i marciapiedi addrizzati, sempre guidata con sagacia e soprattutto con un limite di alcool nel corpo, mai inferiore allo 0,9.

La fine a detta del Don è inevitabile e definitiva.
Ho tentato personalmente di convincerlo a tenerla ancora per un di tempo, sempre insistendo sull’affetto che lo lega, quasi in maniera indissolubile, a questo pseudo strumento di morte.
Ma non c’è stato verso, il Don ha preso questa decisione senza chiamarci in causa, e forse è questa la cosa che ci più male, avremmo voluto tutti salutarla un’ultima volta, svelgere un pilone insieme per l’ultima volta.
Ma la speranza permane, un’ultima debole, effimera speranza…
Siamo venuti a sapere che il BVP è in cerca di un’auto visto che il suo catorcio casca a pezzi, io in prima persona, ma spero che anche voi vi facciate sentire con il BVP, gli chiediamo di prendere lui in carico il “Cane Morto”, così che la leggenda possa andare avanti, così che non si perda fra i meandri dei ricordi una delle migliori auto mai viste .

Mi auguro che il BVP accolga questa proposta, che è quasi una preghiera implorante.
Affinché questa leggenda non scompaia per sempre, e che ci lasci nel cuore solo la dolcezza e la bellezza del suo ricordo.

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