Lo spunto richiesto sul blog, di parlare dei miei rapporti burrascosi con l’Essedì, mi tocca troppo in profondità per lasciar correre.
Quello che accade, ormai 5 anni or sono è ancora vivido nella mia memoria.
Una delle più brutte pagine delle esperienze interpersonali di By Saggezza, e conoscendo il By, potete facilmente immaginare che esperienza devastante deve essere stata.

Come dicevo, ricordo tutto come se fosse ieri.
Classe 5Bif, a metà anno c’era molto fermento perchè si iniziavano a delineare le due settimane di Stage, che tutti attendevamo con ansia, perchè significava non fare niente per due settimane.
Il clima era gioioso e di allegria, c’erano molte aspettative dallo stage, come ad esempio rubare qualche pezzo per i propri Pc, ma sopra tutto l’importante era saltare due settimane di scuola, solo dopo le avrei rimpiante con le lacrime agli occhi…

Quando il professore venne in classe con la lista delle ditte che avevano partecipato allo stage, scoprii che fra di queste c’era anche l’Essedì Shop di Lucca, quello fù il primo segnale di un destino che fui costretto a percorrere fino al suo tragico compimento.
Subito entusiasmato all’idea, tartassai il professore affinché fossi assegnato proprio lì, perchè a quei tempi lo ritenevo un posto fantastico, nel quale avrei potuto imparare e vedere cose interessanti.
Alla fine il professore decise di assegnarmi proprio all’Essedì per farmi stare zitto, e con mia grande e ignorante soddisfazioni, il mio fato era segnato.

Arrivato il primo giorno di stage, una strana sensazione si insinuò nella mia mente, un qualcosa che non capivo, ma che avrei compreso solo alla fine di questo estenuante viaggio.
Capisco che per voi sia difficile credere che due settimane possano essere state così distruttive , ma credetemi il tempo non è mai passato lentamente come in quei giorni.
Entrato, subito mi presento, ero raggiante, forte nel pieno degli anni, e con tanta voglia di imparare.
Noto subito che il clima all’interno dei negozio, è abbastanza da obitorio, molto silenzioso, nessuna musica, un clima meditativo e soporifero.
La cosa incredibile è che io non dovevo fare niente, non avevo un compito particolare, qualcosa di cui occuparmi. Assolutamente niente.
L’unica cosa che feci in due settimane fù, settare due pc (e dico due di numero) dopo essere stati formattati, ed compiere una piccola ricerchina su internet sui nuovi processori Intel, cosa che fra l’altro non riuscii a fare perchè ormai la depressione e lo sconforto si erano impossessati di me.
Oltretutto quei bastardi (in senso metaforico…) mi diedero anche una nota di demerito per quella ricerca mancata, e visto che al tempo non lo feci, colgo l’occasione per dirgli affettuosamente … ANDATE A FARE IN CULO !!!!!

Le mie giornate trascorrevano tristemente e stancamente.
Sempre in piedi, a non fare un cazzo, guardavo la roba sugli scaffali e mi traccheggiavo in quà e in là.
L’unico divertimento (se così possiamo definirlo) che trovai era quello di spostare degli oggetti al finocchino che c’era in negozio.
Dovete sapere che, e qui devo precisare visto le nuove norme sui blogger, che secondo me quello che lavora lì è finocchio.
Ora voi direte … è ma che dici ?? sei matto ?? Querele Querele !!!!
Ma lo potrò dire quello che penso !!?? Secondo me è proprio Finocchio, magari mi sbaglio però l’atteggiamento e la parlata erano inequivocabili.
Bene chiarito questo punto, il fatto è che lui sul suo banco di lavoro metteva ogni pinzetta ed ogni oggettino in un punto preciso del tavolo.
Capite bene, non è che ogni oggetto avesse una sua sede, o un posaggio dove essere messa, ma era semplicemente appoggiata sul tavolo secondo uno schema mentale di questo personaggio.
Infatti a prima occhiata gli strumenti sembravano messi lì a casaccio, ed io ogni tanto ne prendevo uno, quando ero da solo, simulavo un suicidio visto il clima di grande allegria al quale ero sottoposto, e lo rimettevo sl tavolo.
Quando il finocchino tornava annusava nell’aria che qualcosa era cambiato, e subito si accorgeva che gli strumenti erano stati spostati, e li rimetteva immediatamente allineati come erano prima, rivolgendomi anche qualche sguardo accusatorio.
Scoperto questo, iniziai sempre più spesso a spostare tutti gli oggetti, gli mischiavo insieme, così che una volta di ritorno fosse costretto a sistemarli di nuovo.

Il resto del tempo fù un delirio totale, ogni volta che arrivavo volevo scappare, anche oggi che ne parlo, che ci crediate o no, sento ancora la stessa ansia e la stessa avversione per questo luogo, che non ho problemi a definire Infame (ormai non ho problemi a fare nulla …).
Resti in imperitura memoria che da quel giorno io non ci ho più messo piede dentro, e se Dio vuole (mi appello addirittura a Dio …) non ce lo metterò mai più, ed ogni volta che ci passo davanti mi salgono sempre alla bocca le parola “Andate a Morì Ammazzati, figli di Pu******” .

Questa è la triste, ma vera storia Dell’Essedì Shop di Lucca (Via Pesciatina .. il numero non lo ricordo …), ed anche qui tanto per non confonderci.
Se per sbaglio qualche ragazzo dovrà andare lì a fare lo stage, per sua sfortuna, spero che questo mio post lo raggiunga più veloce di un lampo, e che gli faccia aprire gli occhi.

E mi raccomando ricordate sempre il Motto :

“Io non ci vado lì, Boicottiamo l’Essedì !!!”

Un pensiero su “Uno Stage Da Paura …”

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