In questo momento di votazioni, lasciamo da parte un attimo il sindacato, che fra l’altro ha veramente rotto i coglioni, e parliamo di un personaggio che per molti è diventato un vero e proprio punto di riferimento. Jordi.
Sono abbastanza sicuro di averne parlato in precedenza, nei post di Lloret, ma a quanto pare la sua fama è arrivata fin qui, e tutti ormai voglio avere più informazioni su questo personaggio incredibile.

Conoscemmo Jordi (che poi diventerà Ordi) all’arrivo a Lloret, dopo un’estenuante viaggio di 16 ore, potete immaginare la gioia di trovarsi davanti un simile ominide.
Stavamo per scendere dal pullman, quando all’improvviso sale questo cingalese (non so se ricordo bene, ma mi pare fosse cingalese…) con i baffi e dai vestiti sgargianti, che ci dà il benvenuto e ci spiega un po le regole del posto. Inoltre ci invita tutti, caso mai avessimo dei problemi o a contattarlo sul cellulare, (il gallizzia credo lo abbia ancora … ) oppure ad andarlo a trovare al King Hamburger che si trovava vicino all’hotel, dove lui riceveva tutti i giorni con una stoicità ed una costanza che gli abitanti del luogo ancora oggi gli riconoscono.

Ovviamente ci guardammo attoniti, e capimmo subito di aver trovato un personaggio che non capita tutti i giorni (per fortuna ….).
Da quel momento Ordi divene il “Life Motive” della vacanza.
Indimenticabile il Gallizzia quando rubava il cellulare di Giorgione (che poi diventerà lui “Ordi”) e mandava messaggi al vero Ordi con su scritto “Que Pasa ???”, oppure gli faceva gli squilli per la gioia del nostro Ordi tascabile.
Indimenticabili anche le volte che passavamo davanti al King Hamburger e lo vedevamo là che parlava con la gente, consigliava, a volte anche con tono perentorio, ma che riusciva però a sollevare la giornata a chiunque lo avesse davanti.

Sempre là estate ed inverno, seduto a quel tavolino sporco, con il suo Hamburger e le use patatine lì davanti, a sorseggiare una coca con lo sguardo perso nel vuoto, come quei marinai che hanno visto il mondo ed a volte si perdono nei pensieri portati dal vento, ricordi di imprese passate, di dolori vissuti, di amori perduti.
Così lo ricordiamo noi che lo abbiamo conosciuto, noi che lo abbiamo visto, ma soprattutto vissuto.
Narrare di lui è una sfida che non può essere vinta, è come cercare di spiegare la bellezza di guardare il cielo in una limpida sera d’estate, le emozioni ti pervadono e le parole perdono di significato.
Lo stesso vale per Ordi, non si può descrivere (per fortuna vostra…), si può solo vivere, come l’esperienza più magica, ma allo stesso tempo più nauseante che esista.

Ordi Morì poco tempo dopo a causa di un’ulcera perforante che lo fulminò mentre stava addentando l’ennesimo hamburger della sua vita.
Davanti all’entrata del King Hamburger fu affissa una targa in suo nome che recitava:

“Qui dimora lo spirito di Ordi. Maestro e fautore di uno dei più grandi miracoli di questo mondo. Nei nostri cuori lo porteremo sempre, a ricordo e monito per i giorni a di la da venire. “

P.S. Cerchiato di rosso il King Hamburger dove riceveva Ordi.

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