Sarà il clima, che purtroppo devo ammettere sta diventando autunnale, ma in questi giorni e soprattutto in queste notti di cambiamenti, mi capita spesso di riflettere.
In queste sere di vento, quando le nuvole attraversano veloci il cielo limpido e stellato, molte emozioni si accumulano, scalciano e tentano di liberarsi, come onde di un mare che si arrende alla tempesta imminente.
Lo guardiamo stupiti, irretiti da una bellezza che non riusciamo a spiegarci, ma la possiamo avvertire mentre ci attraversa la pelle, fino a colmare di brividi ogni parte del corpo.
Non possiamo far altro che sorridere, e continuare a guardare, come spettatori di un mondo che a volte sembra non appartenerci, come se fossimo stati esclusi, senza avere il potere di cambiare.
Soli in un mondo così vasto, che ci sforziamo di comprendere, che ci illudiamo di capire, che speriamo, un giorno, di poter accettare.

Il vento continua la sua corsa, inarrestabile, ignora ogni nostro pensiero, ogni nostra emozione che ci regala, in un movimento eterno che ci stravolge e ci rinnova, per poi placarsi e farci rendere conto, di non essere cambiati.
Eppure noi siamo sempre là ad osservarlo, chiedendoci il perché, cercando una risposta dove non ve né alcuna, sognando di cambiare una vita che è più forte di noi, che non ci permette di cambiare, solo di accettarsi.
Marinai senza meta. Spinti da una corrente che ci guida in luoghi sconosciuti, da un vento che gioca con le nostre speranze ed i nostri sogni, tradendoli, per regalarci lidi che non avremmo mai immaginato di raggiungere.
Guardiamo tutto questo, con il cuore stretto al petto, trovando risposte che durano solo il soffio di un’altra folata, e con essa se ne vanno, trasportate in altri luoghi, ad illudere nuovi marinai che hanno appena sentito la brezza sul loro viso.

Sogniamo, senza motivo e senza nessuna logica, sogniamo.
Un istinto che nessuno ci può insegnare, che nessuno può fermare o interrompere.
Un costante flusso di emozioni, di immagini, di suoni che ci pervade, un’illusione a volte più intensa e più vera della realtà stessa.
Nati per lottare una battaglia che non possiamo vincere, ma solo combatterla, o semplicemente per viverla.
Una battaglia che è dentro di noi. Legati ad un’anima che non riusciamo a comprendere, che non capiamo, che nessuno può insegnarci ad amare ed accettare.
Continuiamo a combattere, cercando disperatamente una risposta, senza nasconderci, amando disperatamente tutto questo senza sapere il perché, arriveremo a capire, per un attimo.

Finché non ritornerà il vento…

P.S. La risposta è Si, mi sono bevuto il cervello. Comunque voglio salutare la mamma di Silvia che ho scoperto essere una grande e tosta lettrice fissa !!!

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