Dopo tanto penare, dopo mille richieste, mille rinvii, fin quasi a giungere ad una supplica accorata, anche Ivan è riuscito a vedere BS in azione, mentre combatte come tutti i giorni, contro le forze oscure dell’elettronica applicata.
Possiamo dire che ieri, è stato per Ivan, un giorno rivelatore, che ha portato con se la consapevolezza, dell’arte e della maestria di questo oscuro personaggio, che con i suoi lavori, fuori dagli schemi e di testa, ha ripensato l’intero concetto del Car Audio.
Non riusciva a credere ai suoi occhi, ha passato tutto il tempo a fotografare ogni minimo dettaglio, ogni piccolo accorgimento non è sfuggito al suo occhio di attento osservatore.
Ma come al solito, quando BS fa un lavoro, qualcosa va storto; una presenza maligna e dispettosa si aggira in ogni circuito elettrico che tocca, un destino, il suo, che ne esalta la grandezza e l’affascinante stupidità.

Due giorni fa, avevo sentito Ivan, ormai deciso a farsi finalmente istallare questo stereo in macchina, un’altra di quelle cose procrastinate [Teoria del giorno dopo, NdA] da tempo immemore.
Il giorno dopo Ivan è puntuale, e si vede lontano un miglio, che è ansioso di vedere BS all’opera.
Scendo giù, la macchina è già parcheggiata dentro al cancello, per impedire la solita calca di curiosi potesse interferire sull’arduo lavoro, che da lì a poco, si sarebbe compiuto.
Dato che Ivan è stato così prodigo di foto, è proprio con il loro aiuto che vi racconterò il proseguo della storia.
Vi avverto che sarà un post piuttosto lungo, ma è necessario che ne sappiate per intero la storia, se volete avvertire la maestosità dell’opera tutta.

Questa è il corpo del reato, la macchina di Ivan dove si è compiuto il fatto, così come sto per narrarlo. Fate avvicinare i bambini, e che la storia abbia inizio.
Da notare che Ivan non ha fotografato la cassetta degli attrezzi di BS, poiché è sotto un ristrettissimo copyright, e non può essere mostrata pubblicamente.
Vi basti sapere che in molti l’hanno paragonata al “Vaso di Pandora”, sia per il contenuto che per la complessità di utilizzo.

Il passo numero uno, quando ci mettiamo ad istallare un componente in una macchina che non conosciamo, è studiare la situazione che ci troviamo davanti.
In molti, pivelli soprattutto, si lasciano scappare elementi chiave, come qualche gruppo di fili nascosti all’interno del cruscotto, che poi magari vanificano un lungo lavoro.

In questo caso, la situazione che mi trovavo davanti non era delle migliori, infatti come vedete, era presente solo l’attacco dell’alimentazione, mentre l’attacco che andava alle casse era stato tagliato in maniera grezza.
Un lavoro dovuto all’inesperienza, e lasciatemi aggiungere: gestito con scarso senso estetico, pratico ed etico.

Presa in mano la situazione e l’autoradio, decido così su due piedi di tagliare i fili dell’autoradio che pilotano le casse, e collegarli a quelli precedentemente tagliati da qualche pazzo elettrauto.
Non è un lavoro magistrale, o forse si, lo ammetto, ma il tempo era poco, e soprattutto non avevo a mia disposizione il mio saldatore di fiducia, quindi sono dovuto ricorrere ad una giunzione di fortuna, ma pur sempre efficace.

Una volta fatti tutti i collegamenti siamo pronti alla prova per vedere se tutto funziona.
Mentre stavo attaccando i fili però, Ivan si accorge che qualcosa non va, e mettendo una mano dentro al cruscotto tira fuori il gruppo di fili che cercavo in precedenza, ovvero quelli che pilotavano le casse, ed esclama: “… E questi ???”.
Dopo un breve coro di preghiere, mi rendo conto che i fili tagliati erano stati bypassati da quelli che Ivan mi porgeva con aria incolpevole, anche se con riprovevole ritardo.
Controllo con il multimetro, ed infatti i fili che stavo collegando erano morti, mentre erano quelli appena scoperti che funzionavano.
Tutto da rifare quindi. Armato di pazienza taglio le giunzioni appena fatte per far tornare tutto com’era prima e poter collegare tutte e due gli attacchi, sia quelli dell’alimentazione, sia i nuovi arrivati delle casse.
Ma se tutto fosse finito qui, si potrebbe considerare solo un tipico lavoro alla By Saggezza, ma la storia non finisce qui.

Una volta collegato nuovamente il tutto, l’autoradio funziona perfettamente, ma qui si ripresenta un altro problema, che come vedremo BS risolverà con un colpo di genio, che stento a definire leggendario.
Infatti l’attacco dell’antenna macchina, che và inserito nell’autoradio c’è ma solamente è menomato.
Ovvero gli manca il “pirulo” che poi è quello che porta il segnale della radio.
Mi spiego meglio con questa foto:

La parte cerchiata di rosso era quella mancante, e quindi inutilizzabile.
Il problema non era di facile soluzione, visto che Ivan puntava proprio sul fatto di ascoltare la radio durante i suoi ripetuti spostamenti.
Vado alla ricerca di un attacco di riserva ma non lo trovo, ma mi casca l’occhio su un oggetto che da oggi, è diventato il mio alter-ego.
Una gruccia appendi abiti di metallo.

(Le righe rosse è dove sarà tagliata la gruccia per ottenere la parte mancante all’attacco dell’antenna)

La consistenza del filo di metallo mi sembrava quasi perfetta, l’unica cosa che rimaneva da fare, era testarla con il multimetro, perché non sapevo che metallo fosse, ne se conducesse.

Una volta scoperto, con somma soddisfazione, che la gruccia conduceva, è bastato tagliarla nella maniera più consona, e tentare di inserirla nello spinotto.

Come per magia il pezzo di gruccia entrava perfettamente, ed una volta inserito nell’autoradio, la radio prendeva perfettamente e si sentiva da Dio.
Lo stupore di Ivan era arrivato ai massimi livelli, la folla che comunque si era creata al cancello ha iniziato ad urlare cori di giubilo e di festa, invocando BS come santo protettore dell’elettronica applicata.

Il resto è storia, adesso potete vedere per strada Ivan che sorride felice, non solo di poter ascoltare la musica in macchina, ma di aver assistito per la prima volta nella sua vita ad un miracolo, con i suoi stessi occhi.

Ricordate sempre, che l’elettronica, soprattutto quella applicata, si può piegare con la follia di uomini giusti.
Non vi arrendete mai, prima o poi anche voi troverete la vostra gruccia.

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