Finalmente il dibattito fra Ivan, e Laburno è giunto a compimento nel migliore dei modi, e nella maniera più saggia.
Ovvero, quella di concentrarsi sulle opinioni concordi, invece di continuare ad intestardirsi, e focalizzarsi su quelle divergenti.
Nessuno di noi, qui, vorrebbe questi politicanti che ci troviamo, questo è poco ma sicuro, ed anche se trovo sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, è palese che in questo momento ci sarebbe bisogno di un cambiamento del tutto radicale in questa politica malata ed autoreferenziale.
Mi fa piacere soprattutto che Laburno abbia abbandonato i suoi ragionamenti folli, che spesso ci propone come “la sua opinione”, ed invece abbia fatto un ragionamento serio, che sono sicuro sia la sua vera opinione.
Purtroppo la soluzione non ce l’ha nessuno a questo problema, ognuno ha diverse opinioni in tal merito, su come risolvere i problemi, su quale sia la corretta strategia da adottare.
L’importante è sempre rimanere oggettivi sui fatti, mentre sulle opinioni si può discutere all’infinito, come direbbe qualcuno Degustibus (Nothing else matter).

Devo dire che personalmente, non c’è bisogno di ribadirlo, sono d’accordo con Ivan, anche se le obiezioni che faceva Laburno sull’opposizione sono sacrosante.
Dobbiamo dire che Berlusconi non sarebbe mai potuto esistere in questi anni, se non ci fossero stati i vari D’alema, Veltroni, Fassino, Rutelli. Che in maniera occulta, o meno, lo hanno sempre appoggiato per quanto riguardava i suoi interessi.
Ancora oggi c’è Franceschini che promette una legge seria sul conflitto di interessi, che ci dovrebbe essere stata 15 anni fa, come è possibile affidarsi a queste persone.
Dall’altra parte dell’opposizione c’è Di Pietro. Premetto subito che io voto Di Pietro, così almeno si chiarisce subito la questione e non si crea confusione; è vero però che è un piccolo partito, anche se ha raddoppiato i voti sia alle ultime politiche sia alle europee, però resta un partito di nicchia, e come ricordava Paolo Flores D’arcais, in un bell’intervento su Micromega, anche nell’IDV che si vanta di essere bandiera di legalità e giustizia, ha delle zone d’ombra che devono essere eliminate.
Dall’altro lato c’è Berlusconi, l’unico uomo che ha fatto funzionare la Destra, e che ha piegato nei suoi anni, sia Fini, poi Bossi, che si sono lasciati convincere o corrompere dal suo modus operandi.

Per quanto riguarda la questione del voto o non voto, mi sono chiesto spesso quale fosse la scelta migliore.
Se da un lato l’obiezione di Laburno sul non voto, sarebbe la cosa giusta per dimostrare la propria protesta vero una politica che non riesce a dare nessuna risposta, in termini pratici l’obiezione di Ivan è inoppugnabile, visto che chi non vota purtroppo viene del tutto ignorato, è come se non esistesse.
Questo la politica lo sa bene, tanto che ha capito che basta mettere all’opposizione dei simil-fantocci per poter avere le spalle coperte sempre e comunque.
Per quanto riguarda il fatto che Berlusconi sia stato un “fortuna” per questo paese, perché è riuscito a concludere i suoi mandati, lo trovo francamente inaccettabile.
Mi spiace, ma non potrò mai credere che un a persona, fortemente in contatto con la mafia, che ha guadagnato miliardi sulle spalle del paese, che si è reso autoimmune per non affrontare i processi, che ha dimezzato i tempi della prescrizione, depenalizzato reati, e reso il nostro paese un faro dell’illegalità, possa essere definito una “benedizione”, o un male necessario.
Credo che sarebbe stato meglio qualunque altra cosa, tranne Berlusconi, anche perché un governo stabile ma criminogeno, non è un minore dei due mali, ne tanto meno una benedizione.

Per il resto ognuno si formi la sua idea, purché se ne parli come questi due signori hanno dimostrato di saper fare, senza partito preso, e sempre pronti ad una critica costruttiva.
Argomento chiuso. New Topic.

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