Oggi si svolge a Roma la manifestazione per la “Libera Informazione”.
Mi sembrava doveroso, scrivere ancora qualche riga su questo tema, oltre a quelle già scritte, per dare modo anche a Laburno di potersi scatenare con affermazioni scottanti, come è solito fare, ma purtroppo per lui lontane dalla realtà.
Prima però vorrei fare un passo indietro, visti i commenti di Ivan e dello stesso Laburno, che ultimamente amano battibeccarsi, così che non sia più io a dover rispondere alle teorie deliranti di quest’ultimo.
L’argomento è la Puntata di Giovedì di Annozero, dove era presente Patrizia D’addario.
Tutti voi spero sappiate la storia di questa vicenda, anche perché non volevo dilungarmi troppo a raccontarla.
In pratica la signorina, una “escort”, era stata invitata da Tarantini (proprietario di un’azienda che produce protesi ospedaliere) ad una festa, dove era presente il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Ora qui Laburno parte subito dicendo “ma cosa ve ne frega a voi cosa fa Berlusconi nell’ambito privato”
Ragionamento ineccepibile, anche se una carica istituzionale, travolta da uno scandalo del genere, secondo me, si dovrebbe dimettere, ma qui ognuno la può pensare come vuole.

Ma quando vengono fuori le parole di Tarantini secondo le quali aveva creato un sistema di ragazze e cocaina, per ingraziarsi certi esponenti di grosso calibro, per ottenere appalti e forniture, la cosa cambia leggermente.
Quando la sig.na D’addario va alla festa per cercare di “velocizzare” il suo fantomatico progetto, chiedendo aiuto al premier.
Quando sempre la sig.na D’addario viene prima candidata nelle liste europee, poi dopo eliminata, per le accuse lanciate Veronica Lario scatena un putiferio, e le liste delle veline e attrici viene stracciata.
Tutti questi fatti, fanno capire che intorno a queste feste, che all’apparenza sono solo in onore di un presidente mattacchione che va dietro alle gonnelle, anche se Feltri sostiene che senza prostata può giusto fare qualcosina ma niente di incredibile, si cela un interesse che influenza significativamente l’aspetto pubblico, è del tutto inutile continuare a negarlo.
Per rispondere sempre a Laburno, non so cosa ti riferisci agli 8 mesi, ma la D’addario era la prima volta che veniva intervistata da una televisione Italiana, anche se Giovedì sera il Vicedirettore del Giornale sosteneva “La abbiamo vista migliaia di volte intervistata, la volta scorsa qui da voi”.
Vero se si riferisce alla settimana prima che Santoro mandò in onda un piccolo pezzo di una intervista, ma per il resto nessun altro si era mai fatto avanti.
Qui poi ognuno dirà la sua chiudo l’argomento.

Volevo concludere con due righe sulla manifestazione di domani, per la libertà di informazione.
Non è la prima, e purtroppo penso nemmeno l’ultima su questo tema. La cosa divertente è che c’è stata una piccola inversione di tendenza da parte di alcuni giornalisti, che hanno iniziato a storcere il naso di fronte a questo “regime” mediatico.
Primo fra tutti una settimana fa, sempre ad Annozero, sento Filippo Facci che alla domanda: “Secondo te la libertà di informazione è in pericolo in Italia ?”, risponde con un secco “Si”.
Dopo essermi rialzato da terra, fra sconcertato e perplesso, penso al perché un giornalista asservito come lui abbia avuto questo cambio di rotta.
Lui sostiene perché non possa parlare della Carfagna, ma mi sembra che quando i topolini iniziano ad abbandonare il barcone del capo, forse vuol dire che qualche falla c’è.

Tutti però adesso sembrano essersi svegliati, che questa “Libertà” è in pericolo e vada salvata. Peccato che però non è da qualche giorno che l’informazione è controllata, ma da anni, e forse questo i nostri cari giornalisti se ne dovrebbero rendere conto e fare un piccolo esame di coscienza.
Vedete, se mi dicono che in Italia c’è la Libertà di Informazione come concetto generale, posso anche dargli ragione.
Ma la libertà di informazione non è una cosa che ci deve essere solamente sulla carta, devono anche esserci i meccanismi che la tutelino in maniera imprescindibile.
Se invece si ricorre a mille espedienti per bloccare questo o quel giornalista, per bloccare una trasmissione, e si querela pesantemente per intimorire un giornalista scomodo, e nessuno fà nulla, la libertà di informazione non esiste.

É molto semplice, non servono tanti giri di parole, la libertà di informazione è un concetto più ampio dell’articolo 21 della costituzione, o c’è o non c’è, ed in questo paese non c’è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.