Altri giorni tristi per l’eroina di tutti i veicoli a motore nati dopo il 2000.
La loro regina per antonomasia, ha subito ancora una volta, un attacco alla propria dignità, alla propria forza, ed all’immagine di grandezza che da sempre l’ha contraddistinta come: “traghettatrice verso un nuovo futuro”; anche se i suoi più acerrimi nemici l’hanno sempre vista come: “Traghettatrice verso l’aldilà”.
La Tuning paga pegno, signori, e tutti noi con lei.
Non bastavano le decine di problemi che da sempre la tormentano, le pasticche dei freni finite, una revisione della distribuzione che BS non ha intenzione di fare, oppure la nuova e sofisticatissima: “Accensione a cacciavite”.
Niente di tutto questo, a quanto pare, era sufficiente per ledere ulteriormente la sua aura di innocenza e di grandezza.

Lunedì scorso, un nuovo attentato è stato realizzato con l’efficacia che solo il destino è in grado di raggiungere; colpendo nel posto giusto al momento giusto, o per meglio dire: colpendo. Con tutta la forza di questo e probabilmente, dell’altro mondo.
Mentre ero intento ad acquistare un paio di fantastiche scarpe a prezzi modici (Low quality forever) e mi apprestavo a pagarle alla cassa, entra una signora con occhiali da sole, scura in volto e del tutto sopraffatta dalla disperazione.
Riesce a malapena a parlare, la voce fioca riecheggia nella stanza come se provenisse dalle più remote caverne dell’ade. Il viso bianco di cordoglio è stretto in un’espressione innaturale; le sue mani tremano. Le parole che emette, sono sentenze di morte.
“Dovrei sapere di chi è una macchina, vi ho battuto mentre uscivo …”; pago le scarpe, i miei occhi sono bassi, la mia mente è lontana, un presentimento gioca e si insinua nella mia mente, e non riesco a zittirlo.
Il mondo intorno a me si fa distante, i margini diventano sfocati, ed ogni cosa sembra perdere la sua consistenza, come se si dissolvesse per tornare al nulla.
“É una Matiz Blu, la targa è: JP qualcosa …”; DON, DON, DON, le campane della chiesa vicina suonano. La profezia si è avverata, la speranza è perduto. Il mondo è caduto.
Il silenzio cala nella stanza, nessuno rivendica l’appartenenza della vettura, tutti fingono di non conoscerla, tutti coscienti di ciò che è accaduto, fingono di non sapere.

“É mia …”, a mezza bocca, con gli occhi lucidi e il cuore in gola, spezzo il silenzio.
La donna annuisce come se sapesse già tutto, ed una volta pagato il prezzo, che a quel punto è diventato incalcolabile, mi appresto ad andare a vedere cosa è successo.
Vedo La Tuning, sembra normale, tutto fa presagire il meglio, forse si tratta solo di un graffio; ma quando vedo il paraurti posteriore capisco che non c’è più niente da fare.
La Donna, molto correttamente devo dire anche perchè non è scappata come qualcuno fece a suo tempo, mi lascia i dati convinta che qualcosa si possa fare per rimediare al danno.
Ma non può.
Ormai del tutto privo di interesse per la vita stessa, aspetto che la donna se ne sia andata e me ne torno a casa, con un fardello sul cuore difficile da sopportare.

Oggi o Domani porterò la macchina al carrozziere amico del Don.
Ma chi gli lo spiega che la macchina si accende con un cacciavite ?

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