Tornano i Comics a Lucca, e subito si scatena un panico incontrastato che avvolge la città, con un traffico che per tutto il giorno paralizza la città.
Si parla addirittura di 47 milioni di persone, anche se la cifra non è stata confermata, ed in cui molti personaggi che abitano nei paraggi, sono scaltri nell’approfittare di questa possibilità rimunerativa.
Come il nostro Laburno: che fra una dormitina, ed una corsa ad inseguire un bambino che ha rubato un fumetto, e che puntualmente lo stacca dopo 10 metri, trova anche il tempo di rilasciare interviste, spacciandosi per il proprietario di interi stand.

Cito testualmente dal Tirreno di ieri 31 Ottobre, pagina VI della sezione Lucca:

” La rassegna sta andando bene, ma questo padiglione ha una cattiva collocazione – Dice “Laburno” dello stand di Milano Fumetto – Abbiamo uno spazio in corso Garibaldi che va benissimo, invece qui va peggio dell’anno scorso che eravamo in piazza Antelminelli.
Oltre ad una collocazione dubbia poi, c’è anche una cattiva suddivisione degli operatori, visto che, proprio in corso Garibaldi, gli antiquari hanno materiale moderno come noi,e il pubblico acquista in quel settore, senza passare dai nostri stand.
Nelle strade poi non ci sono cartelli che indicano a sufficienza questa locazione, e basta guardarsi intorno per vedere meno pubblico degli altri settori.
Speriamo di rifarci con il week-end , ma la situazione per ora non è certo rosa e fiori. “

L’articolo poi prosegue con una lista di scontenti, nella quale il nostro Laburno non poteva assolutamente permettersi di mancare.
Le sue accuse però sono di una precisione e di un’accuratezza senza scampo. Lanciate con il solito fare sibillino, riescono ugualmente a metter in luce gli angoli più nascosti e più scomodi di questa grande fiera del fumetto, di cui Lucca va molto orgogliosa.
Tranne qualche trascurabile errore concettuale come : “…gli antiquari hanno materiale moderno…” il resto della polemica ha un senso abbastanza compiuto, forse opera del giornalista che ha rimesso in piedi un probabile commento sgangherato di Laburno.

Quello che tutti si chiedo è come Laburno abbia fatto a spacciarsi per un proprietario di stand, e addirittura a sapere come vanno gli altri spersi in tutta la città, visto la quantità esorbitante di testimoni, che sono sicuri di non averlo mai visto abbandonare il suo posto; mentre alti con la mano sul cuore e l’altra sulla prima copia originale autografata di Spiderman, sono pronti a giurare di non averlo mai visto sveglio per più di 5 minuti di fila.
Un altro mistero su cui dovremo indagare approfonditamente, e che Laburno liquida con una astuta menzogna, ovvero che il Boss era uscito a fumare una sigaretta, ed è toccato a lui rispondere alle domande taglienti di uno stanco e vecchio giornalista, da quel che si vocifera anche in sovrappeso.
I testimoni ancora una volta ci danno una visione del tutto nuova di questo stand, gestito, a detta loro, da Laburno: “Come una Mafia ..”, e archiviano la posizione del Boss come: ” un burattino nelle sue mani, che scatta a comando, ma soprattutto copre il traffico illecito di fumetti e di cartine da gioco”.

I vecchi fantasmi delle cartine della Marvel, di cui già lo scorso anno resi partecipe il mondo intero, è tornato più forte che mai.
Domani andremo a trovare Laburno allo stand (forse … anzi non credo proprio) e gli chiederemo delucidazioni in merito, adesso la cosa è pubblica, e queste polemiche devono portare ad una risoluzione definitiva.
Ma soprattutto la verità dovrà uscire fuori, per proteggere questi testimoni, così coraggiosi da denunciare tutto il marcio che c’è dietro Laburno.
E vi assicuro che ce né tanto …

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