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La “Licenza Poetica” di By Saggezza
Poiché credo che questa rubrica debba trovare un periodo di pausa, penso non ci sia miglior modo di congedare i lettori spiegando al grande pubblico cosa sia questa leggendaria “Licenza Poetica”.
Come voi tutti sapete, o se non lo sapete ve lo spiego, il By, in quanto saggio, usufruisce di deroghe alle normali regole che circoscrivono la vita di tutti noi. E la deroga con la quale il By si trova continuamente e più spesso a fare i conti è la cosiddetta “Licenza Poetica”. Una deroga alle normali, fastidiose e rigide regole grammaticali e di sintassi che la lingua italiana impone a tutti noi.

A tutti, tranne uno.

Per far capire meglio ai lettori del blog, credo sia utile portare due esempi.

Primo esempio. Nel post di ieri il By scrive: “li sbalzi di temperatura”, quando invece si dovrebbe scrivere “gli sbalzi di temperatura”. Ora voi vi chiederete il perché ricorrere alla deroga proprio per parlare di sbalzi di temperatura. Perché proprio in questo momento? Probabilmente perché, iniziando la frase con “In realtà li sbalzi di temperatura” ecc.., la licenza serve a rafforzare il concetto di realtà. Contrapporre il concetto della realtà delle cose, ad un “li” anziché “gli” apparentemente sgrammaticato, spinge il lettore a focalizzare l’attenzione sulla parola che sta prima: la realtà. Da una parte la realtà…dall’altra una deroga alla realtà, una deroga alla grammatica italiana. La contrapposizione come rafforzamento del concetto.

Ma questo non è l’unico esempio. Alcuni giorni fa il By scriveva: “ho più volte toccato e pulito con i diti il processore”. Perché il By scrive “i diti” anziché “le dita”? Perché utilizza la licenza? Bene, non tutte le volte che il By utilizza la licenza è possibile dare una spiegazione, altrimenti ci permetteremmo di innalzarci al suo livello. Tuttavia, probabilmente “i diti” serviva a far capire che, in realtà, quella operazione che egli stava compiendo con le dita non era fatta con quella classe e leggerezza che un apparato delicato come il processore richiedeva. Ma tutt’altro. In quel post il By si confessa e descrive proprio come ha maneggiato con noncuranza il processore portandolo alla rottura, ed ecco che “i diti”, che suona proprio male a leggerlo, permette un collegamento rapido ed un rafforzamento del concetto in esame. Il concetto di noncuranza. Di poca accortezza.

Credo che a questo punto abbiate capito. A questo punto è comprensibile a tutti, ed è fornita una chiave di lettura comune, per comprendere le “ho” senza la “h”, oppure le “o” con l’ “h”, con la quale vi siete trovati o vi troverete a fare i conti. Sono deroghe. Sono licenze. Sono messaggi criptati che il By lascia nei suoi post. Collegamenti a regioni precise del vostro cervello.

Si chiude così “Ivan Docet”, per un periodo più o meno lungo, ma se questo post verrà posto nell’apposito link del nuovo Blog si potranno aggiungere qui sotto altri esempi della leggendaria “Licenza Poetica di By Saggezza”.

Ivan B

2 pensiero su “La “Licenza Poetica” Di By Saggezza”
  1. Assolutamente uno dei post più belli del blog….. Secondo me anche i poeti “veri” vengono esaltati dai critici….Così come Bai!
    Grande IVan

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