ubuntup

Prima o poi doveva accadere, era solo una questione di tempo.
Molti di voi già lo immaginavano, se lo sentivano dentro, che questa passione infinita per l’Open Source doveva prima o poi esaurirsi.
Forse in tanti non credevano che BS avrebbe resistito così tanto, ed infatti sono mesi ormai che BS usava questa piattaforma, sulla quale non ha risparmiato ne critiche ne elogi.
Correva il giorno: 28 Maggio 2009 quando BS con il post: “Ubuntu Siamo Noi” rivelava al mondo la propria intenzione di cimentarsi in questa nuova sfida informatica di proporzioni mastodontiche.
Era un periodo ricco di speranza, di larghe vedute, e nell’aria si poteva catturare l’essenza del cambiamento e della rinascita, un’essenza che ormai è sparita, e non ha quindi più senso attaccarsi a questi eventi ma dobbiamo lasciarli andare via, così che possano tornare da dove sono venuti.

La Saga di Ubuntu finisce qui per il momento. Mentre vi parlo il portatile su cui era istallato il sistema operativo Open Source più famoso del mondo, è stato eliminato per lasciar spazio al leggendario Windows 7.
I problemi della piattaforma Linux ormai erano diventati fastidiosi ed molteplici; inoltre era giunto il mometo di formattare anche la vecchia partizione con XP, visto che ogni volta che lo aprivo dopo pochi minuti si piantava la baracca.
Ho pensato a lungo se non fosse giusto reinstallare solo Ubuntu, ma poi mi sono chiesto se era davvero quello che volevo, se fosse davvero la scelta più saggia da fare.
La risposta mi è apparsa subito chiara: NO. La verità è che Ubuntu è un buon sistema operativo, ma non mi ha dato quel brivido, quel qualcosa in più che fa sempre la differenza.
Non gli voglio recriminare nulla, anche perché questi mesi insieme sono stati fantastici: ricchi di istallazioni folli, di comandi da terminale per istallare i programmi più deliranti.
Senza dimenticare che è stato in grado, pur con molte difficoltà, e molte imprecazioni, di montare un filmato di tre ore e mezzo, con il quale sono riuscito a diventare quasi un Dio del Video-Editing.

Ma prima o poi doveva finire.
Forse la colpa è mia che non sono riuscito ad interpretare fino in fondo questo fantastico ma dannatamente reale (con i suoi pregi e i suoi difetti) mondo dell’Open-Source.
Forse è proprio questo mondo, che no è stato in grado di rinnovarsi, di portare a compimento quel percorso che io vi avevo intravisto, e nel quale avevo sperato e in cui credevo fermamente, senza un attimo di esitazione.
Ma mi piace pensare che la colpa non sia di nessuno. Mi piace pensare che questa è solo la fase conclusiva di un viaggio che prima o poi doveva giungere al suo inappellabile epilogo.
Non mi stancherò mai di ricordarvi, che ogni cosa deve finire; la fine serve a dare un senso reale alle cose, te le fa apprezzare, e ti ne fa capire l’importanza e l’unicità.

Questo viaggio è stato unico senza dubbio, ricco di colpi di scena, di programmi farlocchi che si bloccavano o che rimandavano i messaggi al mittente.
Non so se un giorno reinstallerò Ubuntu, per il momento gli do il mio addio, in attesa di tempi più floridi e più miti.
Portando nel cuore un’altra avventura informatica, che sa molto di leggenda.
Che altro dire …
Per ora, Addio.

3 pensiero su “Ubuntu … Per Ora, Addio …”
  1. “La verità è che Ubuntu è un buon sistema operativo, ma non mi ha dato quel brivido, quel qualcosa in più che fa sempre la differenza.”

    Credo che tu ti riferisca al famoso brivido del furto, che invece ti da Windows 7. Dico male?

  2. Signor Laburno, come si permette di dare del ladro al mio assistito? Questa è diffamazione!
    Non la porto in tribunale solo perché questa magistratura di sinistra si accanirebbe sul povero BS!

    BySaggezza voleva dire che preferisce alimentare il mercato del software contribuendo al miglioramento di W7 sulla base del programma di invio dati alla microsoft; in pratica il Bai ha un contratto di betatesting vita natural durante.

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