cylon

Eccoci qua, come pronosticato e già anticipato.
Finalmente la vita ha vinto su tutto, scalzando giochi on-line di pregiata fattura, ma inconsistente utilità.
Ogame è terminato di nuovo, nel più classico dei modi, con il Don e il gallizzia che sono stati piallati, e che hanno abbandonato, mentre il sottoscritto ha mandato la flotta alla deriva in una regione sconosciuta, capitanata dalle due battleship per eccellenza: la Galactica e la Pegasus, che porteranno alto il nome di Bs anche se presumibilmente non faranno più ritorno.
Finisce un gioco, che se anche per pochi giorni, ci aveva tolto la voglia di vivere, e la speranza nel futuro.
Ma da oggi tutto questo cambia. Finalmente possiamo tornare ad assaporare la libertà e la felicità di una vita sana (più o meno) e senza folli giochi on-line che lasciamo volentieri ai sedicenni che ormai governano questi giochi.

In ricordo delle brevi ma epiche avventure, vorrei pubblicare i deliri di Laburno, che se abbiamo culo continueranno, e che così bene ha saputo riassumere la filosofia, e la tattica che c’era dietro questa folle impresa.
Addio Ogame, è stato bello, ma non poteva durare.
Addio…

” Come ufficiale era un pazzo furioso.
All’inizio erano soli voci, le solite malelingue, poi dopo gli eventi su Arcadia I le voci divennero certezze. I soldati, dopo il massacro, lo temevano.
Non ebbero nemmeno il tempo di odiarlo: l’unica cosa che provarono fu il vivo terrore di finire sotto al suo comando.
15000 uomini mandati al macello con un sorriso beffardo stampato in faccia, violando qualsiasi regola di ingaggio e del buon senso. Per un soldato, una cosa del genere non giustifica una vittoria.
Per l’ Alto Comando della Federazione invece si, e la promozione a capitano di vascello fu celebrata con tutti gli onori.
Dopo Arcadia, quello che trovarno dell’ufficiale Barsocchini fu solo un pezzo di carne menomata e fumante, ma ancora improbabilmente viva. Leggende vogliono che stesse ridendo sguaiatamente anche quando si fece esplodere in faccia i flussi catalizzatori dei motori a propulsione, a giudicare dall’espressione impressa sui suoi resti ustionati.
Fecero di tutto per salvarlo: la ricostruzione del corpo durò anni e mise a dura prova perfino l’equipe della divisione BY, ma alla fine il semiandroide fu terminato, e l’Alto Comando si riservò l’onore di ribattezzarlo Saggezza.
Ancora non è chiaro se la scelta fu dettata dal desiderio di onorare le sue gesta, o se fosse solo macabra ironia.

La nave si chiamava Tuning M, ed era una delle punte di diamante della Flotta. Motori a propulsione M, arsenale all’avanguardia, scudi probabilistici. Definirla il non plus ultra era riduttivo. Si dice che quando fu consegnata nelle mani di By Saggezza, alcuni ingegneri del progetto Tuning si suicidarono per il disonore. Le solite voci.
Quando gli fu assegnata la sua prima missione esplorativa come capitano, alla partenza salutò la folla festante con un profetico “ci rivediamo quando le nuvole tornano a casa”.
Non furono pochi i presenti che si segnarono per scaramanzia.

Adesso se ne stava lì sulla plancia con lo sguardo incollato sulle stelle, godendo dell’accelerazione M della sua nave.
Ormai aveva perso il conto dei parsec che lo separavano dalla Terra.
Il fruscio del suo respiratore risaltava nella stanza silenziosa, la regolarità del respiro sembrava scandire il tempo. Le ferite in battaglia gli avevano aperto la faccia e il torace, e quel congegno bianco era diventato uno strumento necessario per la sua sopravvivenza, insieme ai filtri-luce scuri sempre calati sopra gli occhi. Nell’insieme quella figura di carne e metallo vivo emanava un carisma particolarmente autoritario.
– Rapporto! — Tuonò senza scomporsi.
– Capitano, siamo in prossimità del campo di detriti. – Disse l’ufficiale alla console dei sensori.
– Ottimo. Mandate il Don in esplorazione.

Come pilota esplorativo, il tenente Don Wolf era tra i piu famosi. Intendiamoci: la sua fama non era dovuta alla sua abilità nel pilotare piccoli vascelli, anzi. Era rinomato piu per la capacità di sopravvivere ai continui incidenti aerei che lo vedevano protagonista indiscusso, piuttosto che per la sublime tecnica di volo. Se c’era una cosa che sapeva pilotare davvero bene erano le capsule di sicurezza, non certo le navi scout.

In 12 anni di onorato servizio aveva accumulato un debito di navi distrutte e riparazioni varie nei confronti della Federazione tale da costringerlo a lavorare senza paga per la vita. E quando fu assegnato alla Tuning M non furono pochi quelli che videro l’assegnamento come un tentativo di sabotaggio. In realtà l’unico motivo per cui il tenente, come molti altri elementi, fu messo al servizio di By Saggezza era la speranza di non vederlo tornare.

Il Capitano osservò in silenzio sul monitor principale la piccola nave scout che decollava. Poi ordinò il contatto radio.
– Don, come andiamo?
Ci fu un fruscio, poi la voce familiare del tenente Wolf risuonò dall’interfono:
– Scout M03 fuori, signore. Tutto regolare. Ordini?
– Ottimo. – By Saggezza fece una pausa per raccogliere le idee: – Fatti un giro tra gli asteroidi, spara qualche sonda mineraria. Tieni vivo il contatto radio, restiamo in attesa.
– Si signore! Contatto con il campo di asteroidi tra 7 minuti standard.
– Ah! E un altra cosa.
– Si, signore?
– Niente cazzate. Se fai fuori un altro scout, stavolta non mando nessuno a recuperare la capsula. Anzi, ci sparo sopra. Intesi?
– … Si, signore.
In realtà al Capitano sarebbe dispiaciuto perdere un elemento come il Don, era un bravo soldato dopo tutto, che sapeva anche farsi apprezzare quando voleva. Per esempio, al prezzo di un bicchierino di vodka avrebbe cantato al Capitano vita morte, umore e miracoli di qualsiasi membro dell’equipaggio. Certo, non che qualche pettegolezzo valesse il prezzo di una nave scout, ma troppo spesso saper leggere l’umore dei propri uomini era vitale per mantenere il controllo.
E poi il Don era un cantastorie formidabile: aveva la rara capacità di raccontare avventure paradossali facendole sembrare vere. E viceversa.
Sovente dopo il rancio serale, si poteva passare dalla mensa e notare il Don che teneva banco tra le matricole con una delle sue storielle. Un toccasana inestimabile quando si è costretti a fare lunghi viaggi senza soste.

Un fruscio nell’interfono.
– Qui Scout M03 a rapporto.
– Parla. – Incalzò By Saggezza.
– Sonde sparate, signore, sto inviando i dati raccolti.
By Saggezza rivolse la sua attenzione all’ufficiale addetto ai sensori, che si fece trovare preparato:
– Metallo al 40%, Cristallo al 40%… – Si interruppe per proseguire la lettura: – … e Deuterio al 20%, signore!
Un esplosione di gioia percorse la plancia, avevano trovato il deuterio finalmente!
By Saggezza era evidentemente soddisfatto, ordinò il silenzio con un cenno della mano e si rivolse nuovamente all’interfono:
– Ottimo lavoro, Don. Puoi rientrare.
– C’è un altra cosa signore.
– Parla.
– Tra gli asteroidi sono evidenti i detriti di almeno due grosse navi. C’è stato uno scontro qui, ne sono sicuro.
Inoltre ho una traccia di m-quanti sui sensori, ancora fresca.

Se il Don ci stava vedendo giusto, e di solito non sbagliava quando si trattava di valutare dei rottami, c’era una buona probabilità che quel deuterio non fosse del tutto naturale, ma provenisse invece dalle stive delle navi.
E quella traccia fresca di m-quanti indicava chiaramente che, qualunque cosa fosse successa, era accaduta da poco.
– Ricevuto Don, puoi rientrare. – E poi aggiunse: – Ah, e senza fare danni possibilmente. “

4 pensiero su “Ogame: Fine Di Un’Era … Finalmente.”
  1. caro bai, e pensare che c'è chi insinua che la droga fa male… ci sono sicuramente cos che fanno peggio….

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