Qualche giorno è venuto a mancare uno dei fondatori storici di una delle Band che hanno scritto la storia della musica internazionale.
Un gruppo che ho avuto la fortuna di conoscere parecchio tempo , e da cui io, ma nessuno, si pùo mai più staccare.
Non esistono più band del genere, e chi per quanto tempo non esisteranno più.
In molti, io compreso speravo in una riunione dei Pink Floyd, un ultimo concerto con tutta la band al completo, purtroppo non sarà più possibile, visto che Richard Wright, il tastierista è morto.
Mi sono sentito in dovere di dedicare questo piccolo angolo per ricordarlo, quando, insieme ai Pink Floyd ha dato vita ad una Leggenda Immortale.

” Nato in una famiglia benestante nel quartiere di Hatch End a Londra, appena adolescente Wright entra al London College of Music, e lì ha il suo primo impatto con la musica. Si iscrive al politecnico di Regent Street alla facoltà di architettura. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd.
Dopo l’uscita di Syd Barrett, Wright diventa il compositore melodico del gruppo. La somiglianza della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti particolari. Wright ha contribuito in modo decisivo a brani celebri dei Pink Floyd, come «A Saucerful of Secrets», «Echoes», e «Shine on You Crazy Diamond». I suoi pezzi di maggior successo commerciale sono due canzoni dell’album «Dark Side of the Moon» (1973): «The Great Gig in the Sky» e «Us and Them». Da ricordare tra le sue composizioni sono certamente anche «Sysyphus» dell’album «Ummagumma» (1969) e «Summer 68» dell’album «Atom Heart Mother» (1970). In seguito ad alcuni problemi personali legati alla propria vita privata (divorzio), e probabilmente anche a un eccessivo uso di cocaina (peraltro sempre smentito), Wright viene espulso da Roger Waters durante la registrazione di «The Wall» (1979). L’album successivo, «The Final Cut» (1983), è l’unico a cui Rick Wright, ormai definitivamente allontanato dal gruppo, non contribuisce. Nonostante questo, lui e il batterista Nick Mason sono i soli componenti del gruppo ad aver suonato in ogni concerto dei Pink Floyd, posto che «The Final Cut» non ebbe alcun tour promozionale. Wright fu richiamato da Gilmour per dare una mano durante le session conclusive di «A momentary lapse of reason» (1987) collaborando in alcuni brani dell’album ed è reintegrato a pieno titolo come membro del gruppo con l’album «Delicate Sound of Thunder» (1988), un doppio che seleziona tra il materiale registrato durante concerti della tournee seguente all’album. Nell’album successivo, «Division Bell» (1994), scrive 5 canzoni e canta «Wearing the Inside Out», certificando la sua rinascita artistica a livelli eccelsi. “

Tratto da Tempo.it

Questa è per tutti gli amanti dei Pink Floyd.

P.s. Vi consiglio vivamente di ascoltarvi i Pink, Incominciate da The Wall …. può cambiarvi la vita.

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